L’importanza di una Storia narrata

La costruzione di questo blog ha fatto rinascere in me la passione per la scrittura. Non che prima mi fossi provata nella scrittura di poesie, racconti, racconti brevi e in tutti quei sani esercizi fatti con dovizia da chi vuole intraprendere un percorso da vero scrittore narrativo. La scrittura che mi riservavo era fatta della descrizione di azioni sequenziali per avviare il lettore ad apprendere qualcosa: che fosse la costruzione di un oggetto o l’uso di un software, lo scrivere formativo, è stato per un periodo di tempo della vita, una buona parte del mio lavoro.

La mia produzione di scrittore è iniziata con i manuali di formazione e prosegue insieme al blog

Uno dei principi che più mi aveva colpita al tempo della diffusione di Windows (anni ’90) era la formula WYSIWYG, What You See Is What You Get , ovvero quello che vedi è quello che ottieni. Numerosissimi manuali di introduzione all’uso dei software basati su sistema operativo Windows furono scritti con questo principio e molti utenti impararono facilmente l’uso delle applicazioni attraverso la lettura delle descrizioni accompagnate dai famosi print screen (le istantanee a video colte nel momento di inizio della azione e via via fino alla windows finale, dell’azione conclusa). La collana Guide WYSIWYG della McGrawHill , grande casa editrice di divulgazione scientifica, fu un esempio vincente di questo metodo: avvincente, ricco di immagini metaforiche, raccontato da un Wizard di nome WYSIWYG.

Dal WYSIWYG ho imparato moltissimo

Il Wizard delle Guide WYSIWYG di McGraw Hill

Il mago WYSIWYG, narratore della storia

Qualunque cosa l’uomo debba conoscere ed imparare non può prescindere dall’ascolto di un racconto o dalla lettura di una storia. Persino il sapere scientifico a carattere divulgativo, se presentato come una storia può lasciare semi per la crescita di futuri approfondimenti. Il principio con il quale imparare, ovvero con il coinvolgimento emozionale dei nostri sensi, sembra favorisca maggiormente il passaggio e la successiva sedimentazione dell’informazione nella memoria a lungo termine. Non mi voglio spingere oltre in riflessioni che trovano risposte nelle neuroscienze, ma sta di fatto che imparare un argomento divertendoci, emozionandoci  (l’uso della storia) è molto più facile, che farlo annoiandoci a morte.

L’apprendimento della conoscenza passa per la narrazione di storie ed è la chiave di successo per la crescita personale e per la formazione professionale

Il narratore di storie, il Mago WYSIWYG, i maestri, gli insegnanti, gli scrittori, sono coloro che ci accompagnano nei percorsi per l’apprendimento della conoscenza. Tutto il resto, la carta stampata, i video, Internet, il computer, sono solo strumenti per  supportare la conoscenza. La conoscenza sta nella parola scritta, parlata, raccontata, vissuta. In buona sostanza ciò che più conta in tutto ciò che si scrive è il valore dei contenuti stessi e la capacità di renderli comprensibili, fruibili, la capacità di scrivere una storia.
Per questo interessare i lettori è cosa assai difficile, inchiodarli sulle pagine di un libro o davanti a un video con una storia avvincente, quasi una sfida.

Imparare a scrivere storie è una tecnica che si impara

A tal proposito vorrei suggerire un libro che mi ha aiutato molto a comprendere qual è la dinamica di costruzione di una storia, qualunque essa sia, anche quella che ti può insegnare ad allacciarti le scarpe: STORY di Robert McKee, testo in lingua originale, acquisibile su Amazone, è forse il testo più interessante per approcciare la scrittura di una sceneggiatura. Si perché proprio le storie più avvincenti, i film migliori sono nati da ottimi registi che hanno utilizzato la scrittura di un eccellente sceneggiatore.
Il successo del cinema sta proprio qui: una buona storia che ti entra dentro, che ti emoziona, che non scorderai più (nel bene e nel male). La storia resa film coinvolge tutti i sensi, un modo per viverla davvero e non dimenticare.

I cortometraggi, le pubblicità: una manciata di secondi per raccontare una storia

Non c’è nulla che catturi di più il pubblico di uno spot pubblicitario video dove in pochi secondi sei riuscito ad avere un messaggio positivo, rasserenante, convincente. I bravi pubblicitari questo lo sanno. Creare uno spot pubblicitario è impegnativo quanto creare un film, con lo svantaggio della massima compressione dei tempi di trasmissione. Di esempi se ne possono citare molti. Ne ricordo uno per tutti che mi ha particolarmente colpita: Barilla, 132 anni in 132 secondi.

E non ho che parole di ammirazione anche per gli spot radiofonici, ancora più difficili da formulare, perché in quel caso la vista non è coinvolta.

Conclusioni

Sono partita dalla mia piccola esperienza di scrittura di manuali e sono arrivata al grandioso video della Barilla. Cosa mi ha portato a collegare queste cose all’apparenza così lontane?  Una sola: una buona storia, scritta con l’intento di comunicare qualcosa, che sia un’istruzione (un manuale formativo, il metodo WYSIWYG ), che sia la descrizione di un sogno avverato (il video della Barilla, una storia in pochi secondi), necessita della capacità di trasmissione della conoscenza, della capacità di emozionare, della seria intenzione di dare qualità a lettori e spettatori, di un metodo di lavoro. Di pattume mediatico è pieno ovunque. Impegnarmi per migliorare le piccole cose che sto facendo sono il mio sogno e la mia passione.
Le due storie mi hanno insegnato qualcosa.

Gabriella Gai

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About The Author

Gabriella Gai

Sono Gabriella Gai, vivo e lavoro a Torino. Eclettica di natura ho sviluppato esperienze professionali diverse con un comune denominatore: creatività, progetto e realizzazione. Il mio studio per il riciclo e il riuso dei materiali hanno dato vita ad un progetto dedicato interamente al riciclo del jeans per produrre moda e un lusso sostenibile esteso anche ai complementi di arredo ed alla cura del cane di casa.

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