La Husqvarna Diamond sfida la tela Bandera

La tela Bandera (e il suo ricamo) sono elementi che mi forniscono sempre spunti interessanti per veri e propri progetti di ricamo. Progetti così impegnativi li sviluppo solitamente per oggetti d’arredo dei quali talvolta mi occupo, realizzando oggetti personalizzati per la casa del cliente. Se da una parte l’oggetto che si realizza è di fattura semplice (come cuscini o housses di rivestimento), il ricamo invece diventa sempre una sfida, la voglia di testare gli strumenti dei quali mi sono dotata, come la mia ultima macchina da cucire Husqvarna Diamond. Per questo motivo propongo e utilizzo sempre la tela Bandera, ideale  per sostenere ricami importanti che di solito richiedono anche quattro o cinque ore di lavoro per singolo disegno, con numerose varianti di colore.

La Husqvarna Diamond al lavoro sul telaio Maxi Hoop

Dipingere con un ago, si, ma quello della Husqvarna Diamond!

Ho appena ultimato una coppia di cuscini e due housses per una coppia di anziani signori che tengono molto alle loro poltrone relax, proteggendole con fodere per lo schienale e abbinando cuscini per sostenere la schiena nella seduta. Non è il primo set che realizzo per le loro poltrone ed ogni volta che ne consegno uno nuovo sono sempre stupiti della raffinatezza dei nuovi disegni e dalla perfezione della façonne.

Il ricamo appena terminato ancora teso dal telaio

Dai disegni, i file ricamo

Insieme alle macchine da cucire Husqvarna, così come per molte altre macchine per ricamo, vengono forniti all’utilizzatore una serie di files ricamo già pronti, che possono essere richiamati direttamente dalla macchina (sono presenti sull’hard disk della macchina stessa) oppure da una chiavetta USB. Le macchine Husqvarna hanno  a disposizione numerose funzioni per comporre ricami sulla base dei file proposti, ma se si intende personalizzare un file ricamo già pronto, adattandolo all’oggetto progettato ad hoc è necessario utilizzare un software più completo di quello in dotazione a bordo della macchina stessa. Per questo mi avvalgo sempre del 4D Embroidery System della Husqvarna , un software utilizzabile solo con licenza (è protetto da un dongle) acquistato già con la mia prima Husqvarna Design SE Limited Edition . Aprendo un file ricamo con 4D Embroidery System è possibile leggere:

  • la dimensione del disegno in mm;
  • la dimensione del telaio da utilizzare per riprodurlo sul tessuto;
  • il numero dei colori (utile a calcolare il numero di volte che il filo verrà cambiato);
  • il numero dei punti ricamo (utile a calcolare il tempo di esecuzione);
  • i colori dei filati da impiegare rispetto al quale il ricamo è proposto (ogni casa produttrice di filati ha una sua cartella colori; all’interno del software esiste un data base di conversione colori rispetto al filato che si vuole utilizzare, come ad es. il Madeira, che utilizzo in tutti i ricami.

Il computer è indispensabile anche nel mondo  del ricamo

Mi sono sempre detta che in fondo le moderne macchine da cucire e da ricamo sono plotter che cuciono. Eseguono un file che viene da esse elaborato e attraverso l’ago e numerosi cambi di filato, compongono il disegno progettato. La cosa è semplice, a meno della preparazione del file. Per questo il software 4D Embroidery System viene in aiuto, proprio per progettare il proprio lavoro.

Cosa fare per progettare un ricamo?

  • I percorsi per progettare un ricamo sono diversi. Ci sono progettisti che si dedicano completamente alla creazione di files ricamo (detti anche impianti) partendo dalla base digitale di un file grafico (di solito con un’estensione bitmap o anche vettoriale, ma comunque di buona qualità); attraverso l’uso sapiente del software compongono il vero e proprio ricamo, con continue verifiche di punciatura, fino a chiuderlo per essere testato sulla macchina. Husqvarna ha a disposizione ottimi progettitisti di ricami e soprattutto ottimi designer.

Progetto di ricamo eseguito con il software 4D Embroidery System della Husqvarna

  • Si utilizza un ricamo già pronto, si modifica nei colori, si compone con altri elementi sulla base di un telaio con il quale si desidera lavorare. I telai (hoops) hanno dimensioni diverse, per intenderci da quello 4 x 4 cm (da cifre per camicia) a quello 35 x 36 cm (maxi hoop), utilizzato per i cuscini che ho realizzato. Il software permette di progettare il ricamo per l’oggetto che si intende realizzare.
  • Una volta chiuso il file si è quasi sicuri di non avere sorprese durante l’esecuzione in macchina. Dico quasi perché l’imprevisto può sempre esserci: una caduta di corrente, una rottura del filo, l’usura dell’ago, possono arrestare la macchina e l’avanzamento del ricamo. L’abilità dell’uso di queste macchine sta anche nel riprendere da dove la macchina aveva interrotto, rimediando a punti mancanti o non eseguiti. Insomma tutto questo per commentare che non è come solito dire basta schiacciare un bottone e quella va da sé…

La poltrona relax vestita con la housse per lo schienale ed il cuscino abbinato

E quando il ricamo è terminato?

Una volta smacchinati tutti i ricami si passa alla fase di confezionamento dell’oggetto del quale si sono precedentemente disegnati i modelli. La façonne è sempre una fase delicata perché da essa dipende il buon risultato finale. Un ottimo ricamo mal confezionato è davvero uno spreco di tempo, di denaro e non porta di certo il cliente a riordinare. L’attenzione alle cuciture è l’unico vero impegno da dover mantenere!

La coppia dei cuscini realizzata con ricamo su tela Bandera

Effetto velvet (effetto velluto tridimensionale)

I ricami di gusto floreale francese scelti per questo progetto sono molto simili ai ricami che si eseguivano sulla tela Bandera: realizzati dall’Husqvarna Diamond hanno dato a mio parere un ottimo risultato. Anche gli effetti velvet (effetti velluto che rendono tridimensionali alcune parti del ricamo) impreziosiscono al tatto l’intera decorazione.

Non voglio certo paragonare il ricamo fatto manualmente a quello eseguito da una macchina; in ogni caso, anche se è la Husqvarna Diamond a lavorare l’impegno per arrivare al risultato è comunque grande. Si tratta di un altro modo di lavorare, utilizzando la tecnologia con l’impiego di materiali antichi, la tela e il filo.

Gabriella Gai

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Gabriella Gai

Sono Gabriella Gai, vivo e lavoro a Torino. Eclettica di natura ho sviluppato esperienze professionali diverse con un comune denominatore: creatività, progetto e realizzazione. Il mio studio per il riciclo e il riuso dei materiali hanno dato vita ad un progetto dedicato interamente al riciclo del jeans per produrre moda e un lusso sostenibile esteso anche ai complementi di arredo ed alla cura del cane di casa.

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