Festa dei colori da Messer Tulipano

Dopo tutto il grigio dell’inverno, dopo tutti gli abiti scuri indossati, e perché no anche l’umore nero di un periodo di crisi che sembra non finire mai, gratificarci con la vista di colori meravigliosi offerti dalla natura in primavera mi pare la miglior cura. Quale spettacolo è più appropriato della coltivazione di tulipani fioriti?

I Tulipani, fiori preziosi contesi nel passato ed economicamente sopravvalutati

Il tulipano, un fiore che in antichità è stato protagonista della prima bolla speculativa della borsa

Narra Giancarlo Marconi:

“Oggi un contadino ha acquistato un singolo bulbo del raro tulipano chiamato Vicerè, pagando per esso: otto maiali grassi, quattro buoi grassi, dodici pecore grasse, ventiquattro tonnellate di grano, quarantotto tonnellate di segale, due botti di vino, quattro barili di birra, due tonnellate di burro, mille libbre di formaggio, una coppa d’argento, un abito, un letto completo, per un valore totale di 2500 fiorini“. Così riportava il cronista della città di Haarlem, Chrispijn Munting nel 1637. Sembra fantascienza, se pensiamo che una famiglia di 4 persone poteva sopravvivere a quei tempi, per un anno, con 300 fiorini, ma è la pura verità: e questa è solo una delle mille cronache che descrivono una delle pagine più inquietanti della follia dell’umanità. Si, perché il protagonista e tanto agognato oggetto di questi folli scambi non era altro che una modesta e terrosa cipolla, dalla quale sarebbe, forse, nato un giorno uno splendido fiore, appunto il tulipano chiamato Vicerè. A me, personalmente, fa un certo effetto e direi che mi provoca sempre un sogghigno ironico il pensare che un prodotto della tanto bistrattata Natura, e neanche destinato ad imbandire una ricca tavola, si sia presa una vendetta così clamorosa sul bipede che con tanta arroganza domina il mondo dall’inizio della nostra civiltà sulla Terra. (…)

All’inizio del ‘600 Amsterdam era il porto e il centro commerciale più importante del mondo, un po’ come la Londra dell’800 o la New York dei nostri giorni. Fu qui che la gente di tutti le classi sociali incominciò a commerciare e ad appassionarsi alle quotazioni dei bulbi di questi fiori. Venivano battute in continuazione aste e i più pregiati cultivars venivano aggiudicati a cifre da capogiro. Molti ingenui rimasero coinvolti nella bolla speculativa, che si allargò a macchia d’olio coinvolgendo dapprima le classi più abbienti, e in seguito anche operai e contadini che investivano anche la casa e i campi su dei bulbi che dovevano ancora essere creati. Coltivatori e fiorai si riunirono in confraternite che si scambiavano i bulbi fino a notte fonda tra fumi e fiumi di birra nelle osterie del porto di Amsterdam e sembra che questi locali fossero così diffusi e popolari in quei tempi da essere frequentati anche da donne e bambini. Nel frattempo anche i grandi pittori dell’epoca, tra cui Rembrandt e Vermeer non rimasero insensibili al fascino degli splendidi fiori, che vennero così raffigurati in un gran numero di nature morte o sfondi di quadri allegorici, rimasti tra i maggiori capolavori del secolo d’oro olandese. Ma la crescita drogata e gonfiata all’inverosimile era destinata a crollare come tutte le grandi speculazioni umane basate sul nulla: se il 1634 era stato l’apice delle contrattazioni e della ventata di follia collettiva, già tre anni dopo, nel 1637 si verificava il grande crollo dei prezzi, gettando nella miseria più nera i più sprovveduti e ingenui investitori (un po’ come sarebbe avvenuto a Wall Street tre secoli più tardi). Finiva così una delle tante follie umane legate alla moda, alla sete di denaro ed alla profonda irrazionalità dell’essere umano. Rimaneva in Europa, del tutto ignaro, ad aprire le sue splendide corolle alle prime, soavi brezze di primavera, il meraviglioso fiore amato dai Sultani e che si era preso il lusso di fare impazzire l’Umanità, il tulipano.

Il tulipano oggi è arrivato fino a noi superando follìe ed esaltazioni finanziarie; fortunatamente continua ad essere un prodotto botanico di grande interesse per i coltivatori, non solo olandesi, creando un sempre più alto interesse da parte del pubblico, che durante la fioritura non perde un’edizione dello spettacolo, anche se di pur breve durata.

Fioritura nella kermesse di Messer Tulipano

Messer Tulipano, gentiluomo olandese, appassionato e iconico botanico

Si apre quest’anno la XI edizione di Messer Tulipano una kermesse che si svolge nel parco del Castello di Pralormo, una località alle porte della campagna del Roero, terra dell’amabile vino. La fioritura multicolore comprende migliaia di tulipani, narcisi e violette che disegnano e cambiano completamente l’aspetto del parco, come accade per una bella nevicata in inverno.
Il colore è il tema dominante della rassegna di quest’anno che si sviluppa in diversi punti del parco:

  • Colour your life: gli ibridatori olandesi presentano una collezione di clematidi in grandi vasi colorati.
  • Nella cappella settecentesca la fiaba del pettirosso e dell’archivio di famiglia e della presenza di documenti legati alla Sacra Sindone.
  • Nella serra, farfalle variopinte sembrano volteggiare tra i fiori come fossero vere.
  • Il giardino degli uccellini.
  • Il viale delle piante tintorie e i segreti della tintura naturale.
  • Un delizioso pollaio e grandi ceste di uova colorate.
  • La leggenda dell’arcobaleno.
  • Vasi e tulipani ere nell’interpretazione dei designers olandesi.

Altri appuntamenti avvengono nell’Antica Orangerie; previste anche visite all’interno del Castello. Uno speciale dedicato ai bambini li fa partecipare a laboratori di giardinaggio e alla tradizionale caccia alle uova Kinder Sorpresa.
Sono ovviamente previsti bar, ristorante gelati nel parco e per gli amici a quattro zampe ciotole di acqua fresca.

Colori e colori nella kermess di Messer Tulipano

Dal 2000 Messer Tulipano è un progetto imprenditoriale sempre in crescita

L’abilità e la creatività di Consolata Pralormo, designer di moda per bambini e castellana di un piccolo paese nelle vicinanze di Torino hanno sviluppato per il Castello molte attività proprio aprendo le porte al pubblico. Attività come Messer Tulipano, ricevimenti, eventi e feste estive contribuiscono finanziariamente a al recupero quotidiano del Castello in un intenso percorso di restauro avviato già dal lontano 1985, salvando un patrimonio artistico che diversamente sarebbe andato perduto.  Operazioni commerciali come questa vanno osservate con l’attenzione che meritano, soprattutto nel nostro paese, ricco di piccole tenute cadute in obsolescenza anche per mancanza di capacità imprenditoriale.

Gabriella Gai

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Gabriella Gai

Sono Gabriella Gai, vivo e lavoro a Torino. Eclettica di natura ho sviluppato esperienze professionali diverse con un comune denominatore: creatività, progetto e realizzazione. Il mio studio per il riciclo e il riuso dei materiali hanno dato vita ad un progetto dedicato interamente al riciclo del jeans per produrre moda e un lusso sostenibile esteso anche ai complementi di arredo ed alla cura del cane di casa.

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