Domani nel pomeriggio andrò a ritirare una nuova macchina da cucire di ultima generazione, la Husqvarna Diamond. Un po’ in anticipo, sarà il mio regalo di Natale 2009. Volutamente non ho sostituito la nuova macchina all’attuale. Le due macchine lavoreranno insieme: mentre una ricama, l’altra può essere utilizzata per cucire e viceversa. Insomma il dono è utile a fare crescere la produttività del mio lavoro.
Quando nel Natale 2007 ho deciso di cambiare qualcosa nella mia vita professionale, alla base c’era la soddisfazione di un grande desiderio. Da anni rincorrevo l’acquisto di una macchina da cucire evoluta, che potesse non solo cucire, ma anche ricamare da punti e da telaio.
E non solo. Con l’evoluzione tecnologica, queste macchine (ad uso semiprofessionale) si interfacciano anche con un normalissimo pc sul quale è possibile istallare un software dedicato alla composizione di ricami diversi e/o alla creazione di file ricamo, direttamente da un disegno digitale. Husqvarna era la macchina che cercavo, tecnologia americana e design svedese.
La Husqvarna Designer SE Limited Edition
Quando la macchina ha fatto i suoi primi punti ho immediatamente capito che:
avevo fatto convergere le mie abilità manuali (il cucito) e le mie conoscenze informatiche. La Designer SE è molto semplice da usare. Ha un monitor touch-screen, come un comune palmare di ultima generazione.
In un attimo mi sono ritrovata a riconoscere icone, percorsi, funzionalità . Con una semplice chiavetta USB si caricano a bordo macchina centinaia di ricami già pronti, ma anche ricami progettati da me.
Come in tutte le cose nuove il bello è scoprirle giorno dopo giorno.
Un mese di prove su pezzi di tessuto diversi, dal cotone alla lana, al jeans, alla pelle, mi ha fatto capire che non c’è davvero limite alla creatività .
Come un pittore, ho anche a disposizione la tavolozza dei colori.
Queste macchine cuciono con filati da ricamo dedicati: la cassettiera dei rocchetti di filo è una gamma veramente esauriente di colori. I filati sono molto importati, sia nel ricamo, sia nella cucitura perché quasi sempre da essi dipende il buon risultato dell’oggetto. In commercio ne esistono moltissimi. Io utilizzo quelli di Madeira che soddisfano ogni mia esigenza di lavorazione.
Quali i risultati?
In due anni ho prodotto tantissimi oggetti: per la moda, la casa, il tempo libero, gli eventi, il marketing aziendale.
Prodotti artigianali che avevano qualcosa in comune: la personalizzazione.
Ogni mio cliente ha un oggetto che è stato prodotto solo per lui. E questo dà ai miei manufatti un valore speciale, riconosciuto anche da loro.
Cosa produrrò di diverso con la nuova macchina?
Disegni molto grandi. La Husqvarna Diamond ha anche in dotazione un telaio di 350×360 mm, utile a realizzare in poco tempo ricami complessi. Lavora più velocemente dell’altra. Potrò realizzare oggetti ancora più esclusivi e personalizzati.
Ma con cosa cucivo prima?
Quando vedo lavorare i miei plotter che cuciono (così li chiamo io!) uno sguardo sorridente va alle mie due macchine precedenti, ancora presenti nel laboratorio.
Per trent’anni ho cucito con una macchina professionale Alfa che ho ricevuto come regalo da mia madre nel 1976. L’ho usata tantissimo. La mia vecchia Alfa ha cucito abiti bellissimi, costumi teatrali, bambole per collezionisti, orli ai jeans, riparazioni casalinghe. Ora sarebbe da revisionare un po’, ma diventerà un vintage… funzionante. Con il tempo l’avevo fatta montare sul basamento di una vecchia Singer, con piano, cassetto per gli attrezzi e coperchio in legno.
Una vera chicca.
Il giorno di Natale del 1971 ricevo dai miei genitori un dono assolutamente inaspettato.
Una macchina da cucire Singer Golden Panoramic, il più bel giocattolo che mi sia mai capitato tra le mani. La mia piccola Barbie aveva un guardaroba da sogno. Avevo nove anni, allora.
A Natale succede sempre qualcosa di bello.
Nel mio caso, il giorno di Natale ho ricevuto in anni diversi i migliori giocattoli della mia vita.
La mia prima macchina da cucire ha segnato in fondo il mio destino, anche se ci ho messo un po’ a riconoscerlo. Ora il gioco del cucire è diventato un lavoro, un lavoro nel quale io credo, anche in tempi così difficili. Hanno ragione gli inglesi a dire che la differenza tra un uomo e un bambino sta proprio nel prezzo; si, quello dei giocattoli!
Gabriella Gai











ottobre 23rd, 2009 → 9:00 am @ Gabriella Gai
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