Rose: antiche, nuove e seducenti

Anni fa acquistavo una rivista di botanica a carattere divulgativo, Gardenia , ora edita da Cairo Editore, succeduto a Giorgio Mondadori. L’ho collezionata per anni: ogni numero era una gioia per gli occhi e per la mente e quando ne ho avuto la possibilità anche per il corpo, mettendo in pratica le semplici azioni di gardening suggerite dagli autori degli articoli ogni mese. L’esercizio è faticoso, ma riempie di soddisfazione.

Coltivavo fiori bellissimi che andavo a cercare nelle serre, ma le rose erano le mie preferite

Difficile resistere al profumo di una rosaColtivare rose era una sfida che iniziava in autunno, quando l’ultima rosa di novembre veniva raccolta da specie tardive. Le piante con il freddo dell’inverno perdevano le foglie ed andavano a riposo. Una ricca concimatura di sterco di cavallo preparava il terreno per la stagione di fioritura successiva. L’arrivo della neve era una vera manna: i componenti del concime sotto il peso della neve agivano a lento rilascio, garantendo il miracolo della fioritura a venire. La potatura di febbraio fatta ad arte modellava le piante che vedevo crescere di anno in anno.

In questa stagione, alle sei del mattino era una gioia poter raccogliere rose multicolore bagnate di rugiada

 

Non credo che la ricchezza si misuri solo in denaro. La ricchezza è, anche, poter entrare in contatto con gesti quotidiani come questi: raccogliere le rose ogni mattina e metterle in un vaso. Godersele facendo colazione e sentirne il delicato profumo. Come sempre accade, le cose nella vita cambiano ed anche le rose non fanno più parte del mio panorama. Abitando in città mi devo accontentare di quelle delle aiuole comunali, che vedo spesso trascurate e piene di cartacce.

Una delle settemila varietà di rose coltivate nel Roseto di Cavriglia in provincia di Arezzo

Su Gardenia talvolta appaiono articoli che descrivono patrimoni botanici sconosciuti

Non potendomi accontentare delle rose nelle aiuole comunali penso che quest’anno rifarò una visita alla Fondazione Roseto di Cavriglia Carla Fineschi, in provincia di Arezzo, scoperto anni fa grazie ad un articolo letto su Gardenia. Mai avevo visto così tante varietà di rose tutte insieme.

Il Roseto di Cavriglia è un giardino botanico di rara bellezza, in cui è presente una delle più grandi collezioni di specie di rose utilizzate a fini di studio e ricerca. E’ uno dei pochi giardini privati, di tale dimensione, che esistono al mondo. L’impostazione del roseto è rigorosamente dettata dalla tradizionale struttura botanica, pertanto le rose sono state piantate in spazi separati e suddivise in sezioni, specie e sottospecie e ibridi. Ogni pianta è contraddistinta da un cartellino contenente le informazioni identificative di base (il nome botanico, l’anno di introduzione in Europa, la possibilità o meno di produrre ibridi). Il roseto attualmente contiene 7000 varietà di piante uniche, alcune delle quali si pensavano estinte, ed è possibile affermare che grazie a tale quantità di piante, in esso è rappresentata la storia della rosa con tutti i suoi riferimenti culturali e scientifici. Il Roseto di Cavriglia è il risultato di più di trenta anni di lavoro del Prof. Gianfranco Fineschi. Il Roseto porta il nome di Carla Fineschi in memoria della compagna che ha collaborato alla crescita e allo sviluppo del giardino, grazie alla sua elevata capacità organizzativa e alla sua profonda dedizione. Il Roseto, che già svolge un’intensa attività culturale e scientifica mantenendo rapporti con università e istituzioni di tutto il mondo, tende sempre di più ad assumere una connotazione di laboratorio botanico vivente aperto a tutti gli enti di ricerca che desiderano utilizzarlo.

Cavriglia è una località vicina ad Arezzo, facilmente raggiungibile

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Roseto di Cavriglia, Arezzo - Fioritura 2010 in ritardo a causa del maltempo

Come descritto nel sito fotografico dedicato al roseto quest’anno la fioritura è molto in ritardo a causa delle condizioni meteorologiche poco favorevoli. L’apice della fioritura è pertanto prevista nel mese di giugno. Sarà un anno di fioritura orfana dei genitori di questo patrimonio. Nel fare le ricerche per la costruzione di questo post apprendo che il Prof. Gianfranco Fineschi, luminare di ortopedia a Policlinico Gemelli di Roma (oltre che esperto botanico), è purtroppo scomparso il 10 aprile 2010 nella sua casa di Cavriglia.
Addio ai coniugi Fineschi che ci hanno lasciato tanta bellezza. Ora sta a noi tutti non perdere un patrimonio così antico, così utile all’anima.

Riferimenti:

Il Roseto di Cavriglia si trova in località Casalone ed è visitabile tutto l’anno. Per saperne di più, tel. 055 966638.

Gabriella Gai

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Gabriella Gai

Sono Gabriella Gai, vivo e lavoro a Torino. Eclettica di natura ho sviluppato esperienze professionali diverse con un comune denominatore: creatività, progetto e realizzazione. Il mio studio per il riciclo e il riuso dei materiali hanno dato vita ad un progetto dedicato interamente al riciclo del jeans per produrre moda e un lusso sostenibile esteso anche ai complementi di arredo ed alla cura del cane di casa.

One Response to Rose: antiche, nuove e seducenti

  1. […] rose mi affascinano e mi stupiscono al loro fiorire ogni anno che passa; forme, colori e profumi della regina dei fiori […]

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