Istruzioni per l'uso, ovvero l'importanza di un Manuale

Ogni volta che acquisto un nuovo prodotto del quale devo imparare l’uso sono sempre attratta e spesso irritata dal manuale allegato (ovvero il libretto di carta o il pdf da stampare  per poterlo consultare). Attratta perché attribuisco al manuale l’unica fonte attendibile per apprendere velocemente l’uso o la costruzione di qualcosa. Alla voce manuale lo Zingarelli definisce il termine come:

libro a portata di mano, volume di agevole consultazione in cui sono compendiate le nozioni fondamentali di una determinata disciplina, di filosofia, di storia, di diritto civile […]

Ed è esattamente così che io lo vedo: uno strumento di consultazione da tenere in mano, leggere e seguire passo passo; tornare indietro se non ho capito.

Leggere manuali scritti in modo incomprensibile è per me una fonte di irritazione

Lo sostiene anche Wikipedia che alla voce manuale ha dedicato un intero capitolo alla Difficoltà dell’uso di manuali. I motivi enunciati sono tanti, anche se ritengo che l’unica giustificazione veramente plausibile sia contenuta in questa affermazione:

  • sovente gli autori di un manuale non hanno alcuna familiarità con i modi espressivi e i metodi didattici che potrebbero renderlo più adatto al suo scopo.

Insomma non hanno raggiunto l’obiettivo di rendere fruibile un manuale. Un’altra è forse secondaria, ma non meno importante:

  • molti manuali sono tradotti da una lingua straniera, e spesso le traduzioni sono di bassa qualità, prodotte da traduttori automatici o da persone che evidentemente non hanno familiarità con la lingua in cui scrivono e/o che non hanno compreso il testo che traducono.

La scrittura di un manuale di istruzioni è una voce di costo non indifferente per un’azienda produttrice, che tende sempre a risicare il più possibile sulla sua edizione. Molti manuali vengono infatti riscritti e riproposti ex novo dalle case editrici specializzate (mi vengono in mente quelli sull’uso del software, quasi in disuso per via della grande disponibilità di materiale in rete).

Ikea ha realizzato manuali fatti essenzialmente di grafica per superare le barriere linguistiche

Il manuale è conoscenza immediatamente disponibile per apprendere con rapidità l’uso di uno strumento o imparare a costruire qualcosa

Dei manuali, una azienda come IKEA ha compreso perfettamente l’importanza, offrendo manuali figurativi per superare le barriere linguistiche e fare economia di scala. Difficilmente non si arriva alla conclusione di un montaggio con le istruzioni da loro fornite. Il risultato dipende molto dalla abilità di chi manualmente le ha messe in pratica.

Immagini e testo sono gli ingredienti fondamentali per la costruzione di un manuale. Manca qualcosa?

Si, il modo con il quale immagini e testo organizzate tra loro trasferiscono la conoscenza. Vogliamo chiamarla metodologia? Non saprei. Sta di fatto che se si intraprende lo studio di qualcosa esistono manuali preferibili ad altri, manuali che hanno un approccio decisamente intuitivo, che riescono a creare un percorso di apprendimento facilitato da icone, rimandi semplici, quasi degli ipertesti.

Ma il buon uso di un manuale può sostituire un corso?

E’ possibile, anche se ritengo che la presenza di un docente sia sempre un fatto positivo. Soprattutto se la persona che tiene il corso riesce a creare quella giusta empatia utile all’approccio verso la materia d’insegnamento. Un docente è sicuramente indispensabile in una fase propedeutica, dopodiché l’allievo o l’utente (come ormai si usa definirlo) può anche decidere di auto formarsi, ma non è per tutti.
Un buon docente è un veicolo di trasmissione della conoscenza che agisce anche sugli aspetti emozionali della formazione, elementi fruttuosi per ricordare anche a distanza di anni quello che si è imparato.

Già, i manuali servono a fare formazione, quindi a fare crescere le persone, né più né meno dei libri letti

In un momento storico dove tutto sta cambiando e dove niente sarà più come prima, l’unica cosa che continua ad avere valore per la crescita di una persona è l’apprendimento continuo, fosse anche imparare ad usare efficientemente il più semplice dei nostri elettrodomestici o della tecnologia che ormai pervade la nostra esistenza. Imparare è uno sforzo sempre positivo, una delle poche cose che ci regala soddisfazione immensa, visibile nel risultato ottenuto: un oggetto, una ricerca approfondita, l’abilità che ci viene consegnata o migliorata dall’apprendimento di una cosa nuova. Scusate se è poco.

Sto scrivendo un manuale per il Workshop Recycled Denim che terrò al FashionCamp il 12 giugno a Milano

La scrittura di questo post mi ha convinto che sono sulla strada giusta per raggiungere il piccolo obiettivo che mi sono data: quella di potere trasmettere conoscenza rispetto ad una cosa insolita, come il riciclo di un materiale con lo scopo di farne qualcosa di bello, di utile.
E di poterlo reiterare e migliorare applicando le istruzioni e i consigli contenuti nel nuovo manuale di prossima pubblicazione.
Nella speranza che sia tutto chiaro e con le migliori intenzioni: l’irritazione di qualcuno contrariamente sarebbe giustificata. Se no vorrà dire che la bontà dell’oggetto costruito diventerà un caso da manuale.

Gabriella Gai

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Gabriella Gai

Sono Gabriella Gai, vivo e lavoro a Torino. Eclettica di natura ho sviluppato esperienze professionali diverse con un comune denominatore: creatività, progetto e realizzazione. Il mio studio per il riciclo e il riuso dei materiali hanno dato vita ad un progetto dedicato interamente al riciclo del jeans per produrre moda e un lusso sostenibile esteso anche ai complementi di arredo ed alla cura del cane di casa.

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