Essere single e fare la spesa: che fatica!

Ho scoperto che essere single, condizione che vivo da tempo, mi colloca tra il 25 % dei nuclei famigliari italiani, ovvero un quarto delle famiglie italiane sono monocomponente e in molti casi monoreddito; se si è vedovi e non ci si risposa è possibile godere della pensione di reversibilità del coniuge e quindi avere doppio reddito (questo non deve invitare a sopprimere coniugi diventati insopportabili in vecchiaia!).

Comunque vada, vivere da single e soprattutto fare la spesa è faticoso. Perché?

La condizione di single, sotto l’aspetto del welfare non gode certo di privilegi. Persino in paesi dove la qualità della vita è considerata alta (Finlandia in testa) i singles affrontano la vita con NON poche difficoltà, derivanti soprattutto dall’entità delle entrate economiche necessarie a vivere soli decorosamente. Non mi riferisco ovviamente alla condizione di persone con redditi elevati, ma a quella di semplici impiegati, operai, liberi professionisti, artigiani che hanno scelto o si sono ritrovati nella condizione di vivere in solitudine.
Vivere soli non deve costituire una condanna sociale, perché non tutti sono vocati a costruire una famiglia. E se single ci si ritrova perché la famiglia si è rotta, la vita deve pur continuare con dignità.

Vivere da single con dignità: un esercizio che ti fa diventare zen

Eppure non c’è peggior trattamento commerciale che non sia riservato ad un single

Fare la spesa è la prova del nove per il vivere da single. Se vivi in una grande città e acquisti in un supermercato, ciò che compri va adeguatamente analizzato: lo spreco è visibile dietro ogni promozione. In anni mi sono costruita un piccolo metodo per evitarlo e che provo a condividere:

  1. Acquisto i generi alimentari freschi giornalmente; compro ogni giorno ciò che deve essere consumato al massimo nei due giorni successivi. Questo mi permette di non riempire il frigorifero inutilmente e di vedere sempre quello di cui dispongo. Posso fare la spesa in negozi rionali  o in supermercati che raggiungo a piedi portando con me una piccola shopper. Non acquisto nulla quando ho fame.
  2. Pianifico i miei inviti. Comprare una porzione costa in proporzione  di più che comprarne due, ma se poi mi dimentico di surgelare, rischio di mangiare per due giorni di seguito la stessa cosa o di buttarla via se non la consumo. Meglio sapere se quella sera avrò ospiti o no.
  3. Vado al supermercato ogni due settimane ad acquistare tutto ciò che ha lunga scadenza e faccio un po’ di scorta: scatolame alimentare e detersivi sono nella lista. Approfitto degli sconti o di confezioni doppie soprattutto con i detersivi perché in quel caso la convenienza è molto alta. Se poi trovo in offerta le mie marche preferite di alimenti non manco di aggiungerle al trolley, evitando di comprare dieci scatole di tonno. Con la frequentazione dello stesso supermercato le offerte sono cicliche e non mi invento di perdere tempo a fare lo scouting delle offerte in supermercati molto distanti da me.
  4. Faccio conto di non sovraccaricarmi inutilmente: riempio al massimo due borse, quelle che posso portare in una sola volta per evitare di fare più giri per le scale.
  5. Acquisto prodotti per le pulizie molto specializzati: ne scelgo pochissimi, ma di ottima qualità, che non mi rovinino le mani nell’uso. Non credo in tutti quegli spruzzatori universali che cambiano il colore dei mobili ad una passata, durante le grandi pulizie; credo di più ad una manutenzione costante delle cose.
  6. Acquisto frutta e verdura al mercato rionale: a fine vendita fanno buone offerte che mi ritrovo spesso a condividere con altri single che capitano allo stesso banco. Mi vendono un cestino di pomodorini ad un euro, ma non lo consumerò mai tutto? Che male c’è a chiedere di dividerlo? Mezzo cestino è quello che mi serve, un’altra persona lo divide subito con me e l’affare è fatto.
  7. Acquisto l’acqua minerale da un service che consegna a domicilio una volta al mese. A conti fatti conviene. Non mi ammazzo di fatica a trasportarla in casa e non uso l’auto.
  8. Compro pesce fresco in altri giorni della settimana e mangio quello surgelato il venerdì. Ho scoperto così orate buonissime che costano meno di una bistecca. In questo modo vario l’alimentazione proteica mangiando cose ottime.
  9. Cucino! Non mi affido a cibi precotti e da gastronomia, costosi. Preparo piatti semplici e veloci, ma sono io che scelgo gli ingredienti.
  10. Il pasto principale per me è la cena; mangio volentieri anche da sola, senza farmi cogliere dallo sconforto. Anche in questo, sostengo, meglio soli che male accompagnati. Preparo una bella tavola, con piatti giusti e bicchieri giusti. Detesto sorseggiare del buon vino nel bicchiere sbagliato o bere acqua in quello recuperato dalla Nutella.

Ho molti amici single d’annata e neofiti (potete immaginare perché!) con i quali mi relaziono e condivido l’esperienza del vivere soli. Pur avendo messo alcuni punti fermi, come quello di semplificare al massimo la gestione dell’appartamento in cui abito, ho ancora molto da imparare. Racconto spesso che vorrei avere una casa che si lava con la pompa. Ma se la salute mi assiste e la crisi economica passa non trovo così sconveniente vivere in solitudine: in fondo chi decide cosa voglio fare e dove voglio andare sono solo io e non ho da litigare per banalità con nessuno. A meno dell’abbaio del mio cane Arturo che tiene un grande spazio nel mio cuore e non si lamenta mai di come cucino. Un bel vantaggio.

Gabriella Gai

Leggi anche:

About The Author

Gabriella Gai

Sono Gabriella Gai, vivo e lavoro a Torino. Eclettica di natura ho sviluppato esperienze professionali diverse con un comune denominatore: creatività, progetto e realizzazione. Il mio studio per il riciclo e il riuso dei materiali hanno dato vita ad un progetto dedicato interamente al riciclo del jeans per produrre moda e un lusso sostenibile esteso anche ai complementi di arredo ed alla cura del cane di casa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *