Lettera d'amore letta a Santo Stefano

Oggi, giorno di Santo Stefano, come in tutte le mattine dell’anno esco con Arturo per la sua prima passeggiata del giorno. I cani non fanno distinzione tra giorni festivi e giorni di lavoro, basta che tu sia vicino a loro e li accompagni all’aperto. Noi padroni, incontrandoci, ci salutiamo. Spesso ci conosciamo solo attraverso il nome del cane che ci appartiene, ma questo non ha importanza: siamo lì tutti insieme a passeggiare con i nostri fedeli amici, anche sotto la pioggia, come stamattina.

Attraversando la strada saluto con la mano il proprietario di Billo, un dalmata senza macchie, completamente bianco e inconsapevolmente vengo salutata a mia volta da un altro uomo, più vicino a me che non ho visto. Buongiorno, rispondo non appena lo intravedo, ma ci conosciamo, anche lei ha un cane…

L’uomo mi guarda e dice, si avevo un cane, una boxerina di nome Kiss. Non c’è più dal primo novembre, mi ha lasciato. Ma io esco lo stesso. Posso fare una carezza al suo cane?
In una frazione di secondo ho capito tutto il dolore di una persona che ha appena perso il suo amico più fedele. Mi è stato umanamente inevitabile entrare in relazione con lui, chiedergli come era successo e cosa pensava di fare ora, se prendere un altro cane.
Subito mi ha risposto di no, perché sentiva ancora in casa la sua presenza dappertutto, poi ha iniziato a farmi domande sulla razza alla quale appartiene Arturo e mi sono resa conto che la voglia di reagire dell’uomo, il desiderio di colmare il grande vuoto che Kiss gli aveva lasciato era evidente.
Solo chi ha, o ha avuto un cane può comprendere lo stato d’animo di chi lo perde; l’uomo in pochi istanti mi ha fatto conoscere la sua Kiss, attraverso il suo ricordo.
Parliamo per qualche minuto. In ultimo, prima di salutarci, mi dice, mi scusi posso leggerle la lettera che ho scritto per Kiss? Sa la porto sempre con me…

Ero pronta allo strazio. Cara Kiss, ti ringrazio per tutto quello che sei stata per me…

Non ricordo con precisione tutto quello che quell’uomo ha scritto con tanto sentimento per la sua amatissima compagna, ma una cosa è certa, pochissimi avrebbero scritto di tanto amore e sentimento per un essere umano. […] senza appuntamento sei arrivata nella mia vita in un giorno di Pasqua e senza sapere perché te ne sei andata il giorno dei Santi […] hai vissuto con me i momenti bui della mia vita […] scusami se qualche volta non sono riuscito a giocare con te […] quando mi sono assentato per brevi periodi tu mi hai aspettato e al mio ritorno eri più affettuosa di prima […].

L’uomo finisce di leggere la lettera, due pagine ben scritte su carta da quaderno a quadretti, ripiegate in quattro per conservarle nel portafoglio, come si fa per le foto dei figli che crescono o delle persone care che si vogliono portare sempre con se. Alzo lo sguardo su di lui e lo saluto.
L’ho fatta piangere, signora, mi scuso tanto. Si prenda un altro cane, gli dico. Si merita un padrone come lei.

E vado a prendermi un caffè con i lucciconi.

Gabriella Gai

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Gabriella Gai

Sono Gabriella Gai, vivo e lavoro a Torino. Eclettica di natura ho sviluppato esperienze professionali diverse con un comune denominatore: creatività, progetto e realizzazione. Il mio studio per il riciclo e il riuso dei materiali hanno dato vita ad un progetto dedicato interamente al riciclo del jeans per produrre moda e un lusso sostenibile esteso anche ai complementi di arredo ed alla cura del cane di casa.

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