Buon Anniversario, Italia!

Torino è in festa. Bandiere ai balconi, stendardi lungo i corsi del centro. Il clima è quello di una città protagonista di un grande evento: l’Italia 150 anni fa è nata qui.


Torino è una città dove le cose nascono e poi si sviluppano altrove

Così è stato anche per la nascita del nostro Stato il 17 marzo 1861 , dove all’ apertura dei lavori del neonato Parlamento italiano  Vittorio Emanuele II di Savoia assume il titolo di re d’Italia e dichiara l’unità d’Italia.

Siamo uno Stato giovanissimo, dove gli anziani superano in gran numero i giovani

Dell’Italia in questi giorni si sta parlando tantissimo: bene (per la celebrazione dei festeggiamenti) e male (per la pesante quotidianità). Si parla di un’Italia in crisi economica, in crisi di valori, senza futuro per i giovani, di un’Italia depressa e sconfitta dalle cattive gestioni, Il Paese del Pressappoco ben descritto da Raffaele Simone nel 2005. Ho rispolverato quel libro letto sei anni fa e nulla è cambiato rispetto alle osservazioni fatte dall’autore. Anzi, molto è peggiorato.

Mi dispiace, perché io amo il mio Paese

Un paese non è fatto solo dal territorio geografico. E’ fatto soprattutto dalle persone che lo abitano. Si dice che il male degli italiani sia l’assenza di desideri, come descritto nel 44° Rapporto sulla situazione sociale del Paese/2010 e questo è sicuramente vero.

Ma quanti di noi vogliono rassegnarsi ad un così basso profilo?
Quanti di noi non vorrebbero dover cercare altrove ciò che non riusciamo più a trovare qui?
Quanti di noi vorrebbero che il Sistema Paese funzionasse, almeno un po’?

Di domande come queste potrei farne a decine. Ma cosa posso fare io, cittadina italiana per darmi  qualche risposta? L’unica cosa è non smettere di desiderare. Desiderare che le cose migliorino è sognare qualcosa, e si sa che il sogno è il preludio di un progetto. Se non desideriamo, se non sogniamo, smettiamo di progettare e fermiamo la costruzione del futuro. Vogliamo che questo accada veramente?

Festeggiamo questo paese unito, oggi 17 marzo 2011. Festeggiamolo qui a Torino, come in tutte le altre città del nostro Paese e contribuiamo a costruire la nostra storia . Solo guardandoci un po’ dentro, per scoprire cosa eravamo, quanto abbiamo lottato per essere liberi di pensare e uscendo dal nostro infelice campicello fatto di personalismi riusciremo a non condannarci ad un inutile destino.

Gabriella Gai

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Gabriella Gai

Sono Gabriella Gai, vivo e lavoro a Torino. Eclettica di natura ho sviluppato esperienze professionali diverse con un comune denominatore: creatività, progetto e realizzazione. Il mio studio per il riciclo e il riuso dei materiali hanno dato vita ad un progetto dedicato interamente al riciclo del jeans per produrre moda e un lusso sostenibile esteso anche ai complementi di arredo ed alla cura del cane di casa.

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