Un video di antiche origini: l’Arazzo di Bayeux

La costruzione del blog mi appassiona e mi sorprende ogni giorno.
Confrontandomi con Giovanni Cappellotto che mi segue professionalmente in questo progetto, scopro che la tecnologia del web è andata incredibilmente  avanti da quando nel lontano 1995 ho pubblicato via Internet un sito costruito per un cliente.

Che c’è di strano?

Già allora mi era parso davvero sbalorditivo aver prodotto tutti i files html lavorando comodamente dal mio ufficio di Torino e aver scaricato il lavoro finito su un server remoto, … in Svizzera. Non mi ero mossa da casa per realizzare un sito pubblicato in tre lingue diverse, ma avevo dovuto imparare l’html per rendere visibile la sua storia.

Dal momento in cui gli utenti non devono più dipendere da programmatori  e informatici per pubblicare qualunque cosa, il web si è velocemente popolato di contenuti di ogni tipo, collegati fra loro, diffusi ovunque attraverso gli aggregatori di notizie. Insomma chi ha capito come funziona il meccanismo delle sinapsi della rete costruisce veri progetti di comunicazione. Come ex designer del web non ho mai dato per scontato che il web 2.0 fosse cosa facile e alla portata di tutti. La rete ed i suoi mutamenti sono una continua evoluzione. Tanto che è necessario fare una incessante selezione di quello che serve o non serve, come in tutte le cose dove la novità è sempre dietro l’angolo.

Ma cosa c’entrano queste riflessioni con il titolo di questo articolo?

Uno fra i primi motori di ricerca che più mi ha colpito dall’avvento del web 2.0 è stato Youtube . Osservare come in un  solo luogo potessero essere riversati da chiunque gigabyte (ormai terabyte!) di files filmato mi impressionava. I filmati all’inizio dell’era internet erano un problema tecnologico, quasi proibitivi da pubblicare. Troppo pesanti per essere visti (le reti erano davvero lente e i filmati poco comprimibili), ma quanto mai efficaci dal punto di vista comunicazionale.

Il video è lo strumento più potente per raccontare storie, e su questo non c’è dubbio.
Ora, in un attimo, copiando una stringa di codice html, inserisci in rete il tuo filmato preferito.

Ecco fatto.

Questo video ha un valore comunicazionale enorme!

Pensiamo al significato dell’Arazzo di Bayeux, una tela di lino lunga 70 metri che racconta una storia, tutta ricamata in fili di lana. Pensiamo al tempo impiegato per realizzarla e al suo contenuto, la Storia di Guglielmo il Conquistatore . Guglielmo in quella tela ci ha lasciato una quantità di informazioni straordinarie  per lo studio del Medioevo e lo ha fatto con gli strumenti che aveva a disposizione: tessuto, ago, filo, bravi disegnatori e brave ricamatrici.
Pensiamo a chi ha realizzato questo video.

Il senso evocativo e comunicazionale del filmato ha dunque origini antiche, e i nostri video, i nostri siti, i nostri blog non fanno differenza: il tessuto sono i software per realizzarli. Guglielmo il Conquistatore, le ricamatrici, i disegnatori  siamo noi utenti.
Youtube e la rete sono la nostra terra di conquista.

Gabriella Gai

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About The Author

Gabriella Gai

Sono Gabriella Gai, vivo e lavoro a Torino. Eclettica di natura ho sviluppato esperienze professionali diverse con un comune denominatore: creatività, progetto e realizzazione. Il mio studio per il riciclo e il riuso dei materiali hanno dato vita ad un progetto dedicato interamente al riciclo del jeans per produrre moda e un lusso sostenibile esteso anche ai complementi di arredo ed alla cura del cane di casa.

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