La mia vita con Arturo

Alle 6:30 di mattina Arturo si sveglia con me. Intuisco che il tempo è bello dalla sua vivacità. Perché se piove, non si muove dal posto in cui si è rintanato a dormire. Apre un occhio quando lo accarezzo sulla testa e poi lo richiude subito, come per dirmi di uscire non se ne parla.

Vita da cani!

Mentre preparo la colazione, lui non si fa vedere fino a quando percepisce che mi accomodo per mangiare. Allora si avvicina lentamente, perché, non si sa mai, qualcosa potrebbe cadere per sbaglio dalla tavola.

Così inizia la mia giornata, scandita da un orologio che ha la forma di un Cavalier King Charles Spaniel

Arturo è l'orologio della mia giornata

Arturo ha le sue abitudini che concilia con le mie. Mentre lavoro lui riposa nella sua cuccia, ma non è mai distante da me.  Mi avverte quando arriva l’ora del pranzo. Me ne accorgo perché si avvicina senza fare rumore e mi fissa, richiedendo attenzione. Ci metto sempre qualche secondo a capire che è nei paraggi. Allora alzo lo sguardo verso l’orologio e leggo: la mezza. Arturo sa leggere l’orologio!
Lo guardo e lui mi abbaia due volte. E’ ora della pappa, che io vado prontamente  a preparare.
Crocchette, un po’ di carne umida, acqua fresca da bere dopo il pasto. Non si perde una mossa. Arriva ad avvertirmi se per caso ritardo ad aprire il microonde che uso per riscaldare un po’ la carne. Arturo è un cane inglese, metodico e preciso. Mentre è indaffarato con la sua ciotola, io preparo il mio pranzo. Arturo è un cane goloso e non si nega mai all’assaggio di qualcosa. Ma è anche buongustaio. Non tutto il cibo gli è gradito. E’ un divoratore di mele.

Finito il pranzo si esce per la passeggiata

Se non avessi Arturo, non uscirei per interrompere il mio lavoro. La mia pausa pranzo durerebbe venti minuti e non farei altro che lavorare. Avere un cane ti aiuta anche a ritagliarti del tempo, che spendi per te e condividi con lui. Passeggiare mezz’ora, giocare con lui, con qualsiasi condizione di tempo atmosferico (meglio se c’è il sole!) aiuta a distrarsi un attimo, a pensare e riflettere sulle prossime cose da fare. Facilita anche le relazioni con altre persone che in precedenza incontravo senza nemmeno salutare. Non avevamo nulla in comune: i cani al contrario aiutano ad avvicinare i rispettivi padroni. All’inizio si parla di loro (delle loro abitudini, di cosa mangiano, dei loro piccoli o grandi problemi di salute) per proseguire con i nostri umani problemi, la nostra quotidianità.

Se non ci si incontra per qualche tempo, si chiedono notizie: il principio della community è vitale anche qui

Al rientro Arturo si ritira a dormire nella sua comoda cuccia. Ed io riprendo il mio lavoro. Mi rasserena vederlo al sicuro nella sua casa. Se mi alzo dalla mia postazione, poco dopo lo ritrovo vicino, magari accucciato sui miei piedi. Non mi perde di vista un attimo. E così fino a quando Arturo non legge ancora l’orologio.

Sono arrivate le sei e mezza. Arturo abbaia perché è ora di uscire. Una passeggiatina fino ai negozi di zona. Ogni negoziante lo conosce e vuole fare amicizia offrendogli scaglie di parmigiano, un pezzo di grissino, un bocconcino di carne. Accettato una volta, il dono non deve essere un’abitudine. Arturo si deve comportare in modo educato, e spiegandogli la cosa lui capisce. Parlare al proprio cane, interagire con lui modulando il tono di voce è tutto ciò che noi umani possiamo fare per entrare in relazione con loro; per insegnare delle cose, fasi ubbidire e proteggerli dai pericoli.

Arturo è un cane timido con gli umani e diplomatico quando incontra altri cani. Scodinzola tantissimo quando dimostra interesse per un suo simile, soprattutto se femmina!  In passato ha subito qualche prepotenza da parte di cani più aggressivi e grandi di lui. Sta lontano da cani neri e di grossa taglia. Anche lui ha costruito la sua community di cani con cui gioca.
Ha imparato a scegliere gli amici e a distinguere. E’ diventato adulto.

Un cane è un essere complesso che si fa capire con tanti segnali: dallo sguardo, alla coda scodinzolante, ad un particolare atteggiamento della bocca. Alcune volte dimostra tristezza, altre allegria, altre paura, altre dolore. Un vortice di emozioni che possono esprimere senza parlare. Pochi umani, pur dotati di parola, riescono a comunicare tanto.

Gabriella Gai

P.S.

La scrittrice inglese Judith Summers con il suo George, Cavalier King Charles SpanielLa mia non è un’esperienza isolata. La proprietaria di un Cavalier King Charles Spaniel di nome George, la scrittrice inglese Judith Summers ha scritto un libro intitolato La mia vita con George un racconto divertente, fondato su dolorose esperienze di vita. Ho letto questo libro in pochissimo tempo, non appena Arturo è arrivato a casa. Mi ha dato molti suggerimenti per allevare il mio piccolo Cavalier. Umanamente ho potuto condividere con l’autrice condizioni di vita che ho vissuto e che mi hanno messo a dura prova. Ma in sostanza per entrambe, George, Arturo, anche se pasticcioni e a volte capricciosi, ci hanno allontanato dalla sofferenza, dando ritmo ad una giornata che poteva in fondo essere solo occupata da preoccupazioni e solitudine. Il loro sguardo è sempre fonte di gioia.

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About The Author

Gabriella Gai

Sono Gabriella Gai, vivo e lavoro a Torino. Eclettica di natura ho sviluppato esperienze professionali diverse con un comune denominatore: creatività, progetto e realizzazione. Il mio studio per il riciclo e il riuso dei materiali hanno dato vita ad un progetto dedicato interamente al riciclo del jeans per produrre moda e un lusso sostenibile esteso anche ai complementi di arredo ed alla cura del cane di casa.

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