Jeans, perché ti chiami così?

Siamo il Made in Italy, la nazione che si riconosce come globalmente meglio vestita, ma ben poco sappiamo di storia del costume
Il blue-jeans, il pantalone più venduto al mondo ha origini lontane. Il blu è il suo colore, la città di Genova, come accennava la mia giovane amica il luogo che identifica la tappa iniziale della sua storia. Fra questi due elementi all’apparenza distanti tra loro c’è una storia molto affascinante che passa per la via del cotone, indietro nel tempo fino al Medioevo, passando dalla città di Genova, dai suoi commerci, dal suo porto.Blue de Genes: una mostra, un percorso di storia del jeans partito proprio da Genova

Il connubio tra fibra e colore ha iniziato la sua storia
Cosa portò il jeans in America intorno al 1860, data in cui si presuppone l’inizio della produzione di Levi’s Strauss fu la grande intuizione dei commercianti di Nîmes, dai quali deriva il secondo nome del jeans, ovvero denim (de-Nîmes, proveniente da Nîmes). La riorganizzazione del tessile in Europa vide come una fra le protagoniste la città di Nîmes. Le stoffe della città ebbero grande fortuna e notevole espansione, con produzioni diversificate. La manifattura di Nîmes produceva un particolare tessuto diagonale in lana.
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Gabriella Gai
Sono Gabriella Gai, vivo e lavoro a Torino. Eclettica di natura ho sviluppato esperienze professionali diverse con un comune denominatore: creatività, progetto e realizzazione. Il mio studio per il riciclo e il riuso dei materiali hanno dato vita ad un progetto dedicato interamente al riciclo del jeans per produrre moda e un lusso sostenibile esteso anche ai complementi di arredo ed alla cura del cane di casa. Il profilo Google di Gabriella Gai
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La Collezione Arturo City
Ho disegnato questa collezione pensando a un cane che vive la città insieme al suo padrone.
La sobrietà e l’eleganza distinguono la linea che adotta tessuti pregiati sui toni del nero: Barbour cerato per l’impermeabile, cotone Madras con fantasia Burberry per le fodere e altri complementi, lana cotta nera per i cappottini. Il ricamo del logo Arturo City, la bandiera italiana e altri elementi decorano ogni accessorio della collezione.Arturo, il mio Cavalier King Charles Spaniel indossa il suo impermeabile di taglia 50.
I negozi di Chanellina FashionCamp
Anna Caffè Via Roma, 19 - Torino
____________________________________Silvana Campagna Corso Re umberto, 46 - Torino
La Chanellina FashionCamp
La Chanellina FashionCamp è una borsa appositamente creata per il Workshop Recycled Denim sviluppato durante l’evento FashionCamp 2010 di Milano al quale ho partecipato. La piccola shopper è stata progettata osservando le proporzioni di una borsa della Maison Chanel (appartenente alla collezione icone. E' un progetto facile: la borsa vuole essere un esercizio per chi voglia iniziare a realizzare borse da sè con il jeans da riciclo, un modello basic declinabile in molte altre proposte di tessuto e decorazione.Naviga nelle proposte di Gabriella
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“Sin da tempi remoti, dunque, Chieri fu un importantissimo centro del tessile: lo dimostrano documenti dei primi decenni del XIV secolo, e la fondazione, alla fine del Quattrocento, dell’Università del Fustagno (ricordiamo che le Università di Mestiere erano delle corporazioni, non dei centri didattici).
I tessuti prodotti a Chieri erano per lo più prodotti rustici e robusti destinati all’uso domestico: tele e fustagni da cui trarre uniformi, teloni, livree, biancheria per la casa. Un paio di queste stoffe ebbero particolare fortuna: una, il già citato fustagno blu, trasportato a Genova e di lì diffuso in tutto il mondo, divenne il celeberrimo Blue Jeans.”
http://www.piemonte-magazine.it/leggi_articolo.asp?articolo=66&cat=Cultura%20e%20Turismo,%20Musei&offset=