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ottobre 21, 2009

Nel mese di dicembre 2007 decisi che qualcosa doveva indiscutibilmente cambiare nella mia vita.
Dopo aver rinunciato all’ennesima offerta di lavoro nel settore finanziario, offerta allettante per il guadagno, ma non certo per il tipo di attività (vendere un servizio per la cessione del V dello stipendio), mi sono detta che forse non era il caso di continuare a non dare spazio all’unica cosa che veramente mi piace fare: progettare e possibilmente sviluppare e realizzare il progetto stesso.
Sono architetto dal 1988 e la progettazione fa parte di me, il design, direbbero gli anglosassoni.
Da quando mi sono inserita nel mondo del lavoro, fortunatamente pochi giorni dopo la laurea, di mestieri ne ho fatti molti. Sono stata progettista in un affermato studio torinese, commerciale per una grande industria ceramica, immobiliarista, commerciale in una software house tedesca, imprenditrice e manager in una società di informatica e in una casa editrice e infine consulente finanziario.
Prima esperienza a parte, tutte le altre sono state attività in start-up, o per aprire un nuovo ramo aziendale, una filiale, o una nuova realtà aziendale da condurre. Insomma tutto era da progettare ex novo.
E in queste differenti esperienze, che viste singolarmente potrebbero non avere nulla in comune tra loro, c’era sempre qualcosa che ricercavo e riflettevo: la possibilità di esprimere creatività, eccellente qualità del lavoro e del risultato.
Purtroppo le prime due condizioni non sempre si sono verificate. Anzi, più volte la qualità del lavoro da raggiungere a tutti i costi, compensava in me una creatività nemmeno richiesta nello svolgere quel compito. E il risultato positivo non doveva mancare.
Per anni, mentre facevo altro, ho coltivato nel tempo libero la mia creatività, sperimentando per quanto mi è stato possibile ogni tecnica manuale volta ad ottenere un bell’oggetto, armonico e, non ultimo, ben fatto. La fatalità di conoscere per lavoro strumenti informatici mi ha ancora più arricchita di conoscenze e di abilità che ho fatto convergere pian piano sui miei manufatti.
Ma la creatività espressa nel tempo libero spesso non soddisfa l’esigenza di coltivarla per davvero.
Avevo un lavoro certo e come tutte le cose certe alla fine non sono mai vere.
Alla fine del 2006 l’azienda di informatica che ho contribuito a fondare, passa di mano. E come in tutte le ristrutturazioni aziendali qualcuno resta al suo posto e qualcun altro no. Io no.
Stanca di compromessi e di compensazioni ho deciso di rimettermi in gioco, stavolta dando spazio davvero alla mia creatività, alla mia manualità.
Il tempo libero speso in precedenza in allenamenti creativi si è rivelato come un tesoro nascosto.
Da anni, in silenzio, cucio: un gesto antico, un mestiere antico.
Oggi il mio modo di cucire è migliorato, trasformandomi in un’artigiana evoluta.
La creatività, la progettualità, la manualità, l’uso di strumenti informatici, la capacità imprenditoriale di fare start-up e di conduzione, l’idea di utilizzare la rete per la commercializzazione dei prodotti su E-bay, si sono rivelati elementi fondamentali nel far nascere una mia piccola azienda, un mio brand:
I cambiamenti sono duri da affrontare, soprattutto quando li subisci, obbligandoti ad uscire dalle zone di confort nelle quali vivi da anni. Ma superare un fatto negativo pensando che se il problema non si fosse posto, avrei continuato a spendere il mio tempo libero in allenamenti fine a se stessi, senza mai partecipare al mondo dei tornei, mi ha reso una persona nuova e diversa. Le cose che faccio sono io e diventeranno tante storie da raccontare in questo blog.
Gabriella Gai
artigiana evoluta, borsa artigianale tessuto, creatività innovazione, gaigì, ricamo a macchina Notizie
[...] Design and Handmade by Gaigì [...]
[...] uno dei suoi viaggi in California e prontamente attaccata sull’angolo della coperta. Il logo Gaigì conclude la [...]


Ciao Gabriella, anche se ti conosco, leggerti mi ha commosso
insisti e queste tue qualità saranno premiate
sembra che anche i grandi, gli importanti abbiano riscoperto il valore del fatto a regola d'arte,il saper fare
Il tuo impegno per il riutilizzo, il dare nuova vita a tessuti ed oggetti sarà il filo conduttore che ci accompagnerà per molti anni, allora BUON LAVORO
quando ci mostri la collezione Natale? dobbiamo scegliere i regali
un abbraccio Raffella
Ciao Raffaella!
Devo ancora imparare molte cose su questi strumenti. Per questo la mia risposta arriva in ritardo. Grazie per l'incoraggiamento e per il tuo affetto. Viaggiamo con la stessa rotta e sarà molto facile incontrarci. Forza con il tuo blog. Vogliamo che ci racconti delle storie.
Un abbraccio,
Gabriella